embehehehee?
Gli Yaghi hanno bisogno di 8 ore di riposo continuato per poter usufruire dei benefici di un riposo completo
Gli Yaghi iniziano il gioco parlando Comune e l’Altokarniko
Media
9m
6m (Solo terreni rocciosi naturali)
+2 Forza, +4 Costituzione, -2 Carisma, -2 Potere
Uno Yaki può effettuare una carica anche su terreno difficile, inoltre come parte dell’attacco può effettuare l’attacco completo ed in aggiunta un attacco con il corno con il Bab più alto che infligge 1d6, Critico x3
Gli Yaki possono trasportare il doppio del loro carico, inoltre se indossano armature medie o pesanti, non vengono rallentati e subiscono solo metà del malus alle prove.
Possono trattenere il respiro il doppio delle altre creature e non subiscono malus per via dell’altitudine.
Sono inoltre immuni alle condizioni di Freddo estremo.
Gli Yaki ottengono un bonus di +4 a Tempra e quando subiscono danni alle caratteristiche a causa di una malattia o un veleno, questi vengono dimezzati.
Gli Yaki sono immuni agli Effetti di controllo mentale come Charme, Suggestione o incantesimi che alterino le sue emozioni o idee.
Gli Yagi sono noti per il loro carattere deciso e inflessibile, una combinazione di testardaggine e perseveranza che li rende tanto ammirati quanto temuti da chi non li conosce bene.
Quando uno Yagi si pone un obiettivo, niente può dissuaderlo dal raggiungerlo. Questa testardaggine è spesso paragonata alla forza stessa della montagna, inamovibile di fronte a venti e tempeste. Gli Yagi non si scoraggiano facilmente, neanche davanti a difficoltà apparentemente insormontabili, e spesso vedono le sfide come opportunità per dimostrare la propria forza interiore.
Gli Yagi sono estremamente leali, sia verso i loro amici che verso la loro comunità. Questo li rende compagni di una dedizione quasi incondizionata. Tuttavia, la loro lealtà non è regalata facilmente: devono prima essere convinti che una persona o una causa sia degna di fiducia. Una volta conquistata la loro stima, si dimostrano alleati fedeli e disposti a rischiare tutto per chi amano.
Gli Yagi affrontano i problemi con un approccio pragmatico, basato sull’esperienza e sulla logica. Preferiscono soluzioni semplici ed efficaci, evitando di complicare le cose con inutili dettagli. Questo atteggiamento si riflette nella loro vita quotidiana, dove ogni azione ha uno scopo preciso e ogni risorsa è sfruttata al massimo.
Nonostante il loro aspetto austero e la loro fama di testardaggine, gli Yagi sono dotati di un sottile senso dell’umorismo. Le loro battute, spesso secche e pungenti, servono a stemperare la tensione e a mantenere alto il morale nei momenti difficili. Questo tratto li rende sorprendentemente piacevoli quando si riesce a superare il loro apparente distacco iniziale.
Gli Yagi possiedono un forte senso di dignità e non tollerano di essere trattati con condiscendenza o disprezzo. Questo orgoglio non è mai arrogante, ma radicato in un profondo rispetto per ciò che sono e per ciò che rappresentano.
La società degli Yagi è strettamente legata al loro ambiente montano. Le difficoltà della vita in alta quota hanno modellato una cultura che premia l’ingegno, la collaborazione e l’autosufficienza.
Gli insediamenti Yagi sono costruiti con materiali locali come pietra e legno di montagna, fondendosi armoniosamente con il paesaggio. Ogni villaggio è progettato per essere funzionale e resistente alle intemperie, con strade strette che si snodano tra case robuste, dotate di tetti spioventi per resistere al peso della neve.
Ogni villaggio è governato da un consiglio di anziani, scelti non solo per la loro età, ma per la loro saggezza e la capacità di prendere decisioni ponderate. Le decisioni importanti vengono discusse in assemblee pubbliche, dove ogni membro della comunità può esprimere la propria opinione.
Gli Yagi sono abili artigiani, specializzati nella lavorazione del ferro, del legno e delle pietre preziose. Ogni villaggio ha almeno un fabbro, un carpentiere e un minatore, che collaborano per assicurare la prosperità della comunità. Le loro creazioni, dalle armi agli ornamenti, sono molto apprezzate nelle terre basse, ma raramente gli Yagi lasciano che i loro beni migliori cadano nelle mani di estranei.
Gli Yagi sono quasi completamente autosufficienti, producendo il cibo e gli strumenti necessari alla loro sopravvivenza. Tuttavia, ogni tanto inviano mercanti o esploratori nelle terre basse per scambiare gemme e metalli preziosi con beni che non possono ottenere nelle montagne, come spezie o tessuti raffinati.
La formazione dei giovani Yagi è sia pratica che morale. Fin da piccoli, apprendono mestieri utili alla comunità e partecipano attivamente alla vita del villaggio. La scuola è meno formale rispetto a quella di altre razze, ma si concentra sull’insegnamento delle tradizioni, delle storie e dei valori della loro gente.
Ogni villaggio possiede un santuario dedicato alla montagna e agli spiriti della natura. Questi edifici, spesso situati in posizioni elevate, sono accessibili solo dopo un duro cammino, simbolo della resilienza richiesta per entrare in comunione con il sacro.
Gli Yagi sono maestri nel forgiare il ferro e nella lavorazione delle gemme, che trovano nelle miniere montane. I loro strumenti e gioielli sono molto ricercati, non solo per la qualità, ma anche per i simboli incisi che rappresentano la resilienza e la bellezza della montagna.
Gli Yagi sono diffidenti verso gli estranei, ma non inospitali. I viandanti che dimostrano rispetto per le loro tradizioni e accettano le dure condizioni della montagna sono accolti con cortesia, sebbene con una certa riservatezza.
Gli Yagi non hanno un legame diretto con la magia o il regno degli spiriti, ma la loro spiritualità è profondamente connessa alla montagna e agli elementi naturali.
Per gli Yagi, le montagne non sono solo casa, ma anche una presenza quasi divina, simbolo di forza e stabilità. Ritengono che ogni picco abbia uno spirito protettore, al quale offrono preghiere e piccoli tributi, come pietre preziose o cibo.
Durante i solstizi d’inverno e d’estate, gli Yagi celebrano la resistenza al freddo e la prosperità. Questi eventi includono canti, danze e gare di abilità, come il lancio di massi o gare di scalata.
Quando uno Yagi raggiunge la maturità, gli anziani incidono delle rune simboliche sulle corna dell’individuo, rappresentando la sua personalità e le sue ambizioni. Questo rito è una delle tradizioni più sacre per gli Yagi, seguita da un banchetto comunitario.
Gli Yagi credono che la vita sia come una scalata su un sentiero roccioso: non importa quante volte cadi, ciò che conta è rialzarsi e continuare. La montagna, con le sue sfide, è vista come un maestro che insegna la pazienza e la perseveranza.
La loro autosufficienza non significa isolamento. Gli Yagi vedono il villaggio come una famiglia estesa, dove ognuno ha un ruolo fondamentale. Aiutarsi reciprocamente è considerato non solo necessario, ma anche nobile.
Gli Yagi disprezzano l’ipocrisia e il tradimento. Essere autentici, diretti e mantenere la parola data sono valori fondamentali.
Credono che la montagna non appartenga a loro, ma che siano loro a appartenere alla montagna. Questo li spinge a rispettare e preservare l’ambiente, prendendo dalla terra solo ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere.
Gli Yagi sono piccoli umanoidi che ricordano l’aspetto delle capre montane. Hanno corpi robusti e agili, adattati alla vita in alta quota, con dettagli unici che li distinguono.
Gli Yagi sono alti tra 90 cm e 130 cm. Nonostante la loro piccola statura, sono fisicamente forti e muscolosi, caratterizzati da un fisico compatto che conferisce loro resistenza e agilità.
Le loro mani e piedi sono dotati di dita forti e flessibili, con cuscinetti resistenti e unghie dure che ricordano zoccoli, adattati per scalare rocce e superfici scoscese.
le gambe molto muscolose si concludono con crossi zoccoli che gli danno stabilità ed agilità sulle impervie strade montane.
Il loro viso è caratterizzato da tratti caprini: un muso corto, occhi grandi e vivaci che vanno dal dorato al verde brillante, e nasi piccoli e leggermente umidi.
Possiedono corna che spuntano dalla sommità del capo. Queste variano in forma e dimensione dove nei maschi sono più prominenti: alcuni Yagi hanno corna ricurve simili a quelle delle capre domestiche, altri corna spiralate o corte e dritte.
Le loro orecchie sono lunghe e mobili, simili a quelle di una capra, spesso un elemento espressivo che riflette le loro emozioni.
Sono ricoperti da un fitto manto di pelo corto, che diventa più spesso e lanoso durante l’inverno. I colori del loro pelo variano dal bianco ghiaccio al grigio roccia, passando per il marrone e il nero, a seconda della regione di provenienza.
Alcuni Yagi presentano macchie o striature di colore diverso, rendendo il loro manto unico.
La loro coda è corta e soffice, simile a quella di una capra, e serve per bilanciare il corpo durante le scalate.
Gli Yagi hanno sviluppato un abbigliamento pratico e funzionale, pensato per adattarsi al clima rigido delle montagne e alle loro attività quotidiane. Tuttavia, non rinunciano a dettagli decorativi che riflettono la loro cultura e il loro orgoglio.
Gli Yagi utilizzano materiali naturali come lana, pelli e tessuti grezzi che ricavano da capre domestiche e animali selvatici.
La lana di capra filata a mano è particolarmente pregiata e spesso viene tinta con pigmenti naturali per creare tonalità calde e terrose.
Indossano tuniche semplici, spesso senza maniche, e gilet imbottiti per proteggersi dal freddo senza sacrificare la mobilità.
I pantaloni sono rinforzati alle ginocchia e alle caviglie, pensati per resistere all’usura durante le scalate.
Durante l’inverno, gli Yagi indossano lunghi mantelli di lana, spesso decorati con ricami geometrici che rappresentano le loro montagne o simboli della loro comunità.
Indossano cappucci o berretti imbottiti per proteggere la testa dal freddo, spesso decorati con piume o piccoli ornamenti metallici.
Gli Yagi, pur non essendo creature magiche come i Tanuki o i Kitsune, sono noti per la loro resistenza fisica e una vita relativamente lunga rispetto ad altre razze umanoidi non magiche. La loro longevità è legata principalmente alla loro costituzione robusta, al loro stile di vita attivo e sano, e all'ambiente montano isolato che riduce l'esposizione a malattie e conflitti.
Gli Yagi raggiungono la maturità fisica e mentale intorno ai 20 anni, tuttavia, nella loro cultura, non vengono considerati completamente adulti fino a quando non dimostrano di saper contribuire alla comunità, ad esempio padroneggiando un mestiere come l’artigianato o dimostrando la loro abilità nella raccolta e nell’estrazione di risorse. Questo processo può richiedere qualche anno in più, portando al riconoscimento sociale dell’età adulta tra i 25 e i 30 anni.
Gli Yagi iniziano a mostrare i segni della vecchiaia tra i 90 e i 100 anni, con un progressivo rallentamento delle loro capacità fisiche ma non della loro acuta mente.
La loro aspettativa di vita media si aggira intorno ai 110-120 anni, ma gli individui più forti e robusti possono raggiungere anche i 140 anni in condizioni favorevoli.
Per gli Yagi, l'invecchiamento non è visto come una debolezza, ma come una transizione verso uno stato di saggezza e riflessione. Gli anziani della comunità sono spesso custodi della memoria collettiva e maestri di tecniche artigianali che tramandano ai giovani. Anche se non possono più scalare agilmente le montagne, trovano ruoli preziosi come consiglieri, insegnanti e mentori per le nuove generazioni.
L’altezza media degli Yaghi maschi varia fra 1,00m a 1,30m
L’altezza media delle Yaghi femmina varia fra 95cm a 1,20m
Il Peso medio degli Yaghi è di circa 50kg
L'alimentazione degli Yagi riflette il loro stile di vita attivo e le sfide del loro ambiente montano. Essendo prevalentemente erbivori, la loro dieta è ricca di piante, radici e cereali che forniscono loro l'energia necessaria per affrontare le basse temperature e le attività fisicamente impegnative come l'artigianato, l'agricoltura e la scalata.
Gli Yagi coltivano orzo, segale, grano saraceno e avena nelle valli montane. Questi cereali sono la base della loro alimentazione, usati per preparare zuppe calde, pani rustici e porridge.
I legumi, come lenticchie e piselli, sono un'importante fonte di proteine, essenziali per sostenere la loro forza fisica.
Patate, carote, rape e pastinache sono coltivate in terreni freddi e sono tra gli alimenti più consumati. Questi vegetali forniscono carboidrati complessi e sono facilmente conservabili durante i lunghi inverni.
Gli Yagi raccolgono erbe selvatiche, funghi e piante montane che crescono in alta quota. Piante come l'acetosella, la genziana e la bardana non solo arricchiscono la dieta ma sono anche utilizzate per preparare tisane e infusi benefici.
Anche se non consumano carne, gli Yagi allevano capre da latte, da cui ricavano formaggi robusti e nutrienti, burro e yogurt. Questi prodotti non solo sono una componente fondamentale della loro alimentazione, ma costituiscono anche beni di scambio preziosi.
La base dell'alimentazione quotidiana. Sono preparati con cereali, legumi, verdure e talvolta arricchiti con latte o formaggi.
Gli Yagi sono maestri nella conservazione del cibo per i lunghi inverni. Usano tecniche come l'essiccazione, l'affumicatura e la fermentazione per preservare cereali, formaggi e vegetali. Questo garantisce loro una dieta equilibrata anche nei periodi più difficili.
Anche se raramente consumano carne, non è del tutto esclusa dalla loro dieta. In situazioni estreme o durante celebrazioni rituali, potrebbero accettare carne donata da altre razze, come i Tanuki o i Kitsune, ma non allevano animali a questo scopo.