Gli ursidi necessitano di 8 ore di sonno continuato per usufruire dei benefici di un riposo completo
Gli ursidi cominciano il gioco parlando il Comune e l’Ursan
grande
9m
+4 Forza, +2 Costituzione, -2 Intelligenza, -2 Carisma
Gli artigli degli Ursidi sono da considerarsi armi naturali ed infliggono 1d8, critico 20 x2
Resistenza 15 danni da freddo, inoltre gli Ursidi sono immuni alle condizioni di freddo intenso e possono muoversi in ambienti nevosi e bufere di neve senza subire malus al movimento o alle prove di percezione.
+2 alla Ca data dalla propria Armatura naturale
Gli Ursidi odiano la magia e ne disprezzano l’uso, per questo motivo quando lanciano un incantesimo consumano in aggiunta al costo normale il proprio livello (ciò non ne aumenta la Cd).
In compenso quando sono bersaglio diretto di un incantesimo, l’incantatore deve spendere anch’esso il livello dell’Urside come mana (ciò non aumenta la Cd dell’incantesimo).
Gli ursidi inoltre ottengono un bonus di +2 ai Ts per resistere agli effetti d’incantesimi.
Una volta al giorno, quando un Urside viene ridotto a metà dei propri pf, cade preda di una violenta furia, ottenendo un bonus che si cumula ad altri potenziamenti già presenti di +4 a Forza e Costituzione (al livello 10 questo bonus incrementa a +6).
Inoltre diventa immune a tutti gli effetti di controllo mentale.
L’effetto dura 1 round x lvl dell’Urside ed è considerato Affaticato alla fine.
Gli Ursidi incarnano il concetto di forza e resilienza. La loro natura xenofoba non nasce da semplice paura o ignoranza, ma da un profondo senso di appartenenza alla propria cultura e tribù, che vedono come sacra e unica. Questo li porta a vedere le altre razze come minacce alla purezza del loro stile di vita.
Fin dalla giovane età, gli Ursidi vengono addestrati a combattere e a sopravvivere negli ambienti più estremi.
Sono guerrieri nati, che vedono la lotta come una parte naturale della vita e un mezzo per dimostrare il proprio valore.
Offendere un Ursido o una tribù è un errore che può scatenare una vendetta intergenerazionale. Gli Ursidi non dimenticano mai un affronto e spesso lo considerano un dovere onorare i loro antenati vendicando ogni torto subito.
Gli Ursidi vivono secondo un rigido codice di forza e sopravvivenza, che permea ogni aspetto della loro vita.
La magia è considerata un'aberrazione e un rifugio per i deboli. Gli Ursidi vedono l'affidarsi a forze mistiche come un tradimento del naturale ordine del mondo. Gli stregoni, maghi o chiunque pratichi arti magiche viene disprezzato, perseguitato e spesso ucciso senza esitazione.
Qualsiasi segno di comodità, lusso o "civilizzazione" è visto come una debolezza che porta alla decadenza. Per gli Ursidi, la vita è una costante prova di resistenza; cercare rifugio nella comodità significa cedere a una lenta e inevitabile corruzione.
Gli Ursidi credono che una vita pienamente vissuta debba culminare in una morte eroica. Morire di vecchiaia o malattia è una vergogna; gli anziani che non possono più combattere spesso si offrono volontari per missioni pericolose o riti di morte gloriosa.
Gli Ursidi sono spietati verso chiunque mostri debolezza. Anche all'interno delle tribù, coloro che non riescono a mantenere il passo, siano essi giovani, malati o feriti, vengono lasciati indietro o eliminati per evitare di rallentare il gruppo.
La cultura degli Ursidi è tribale e fortemente orientata alla guerra. Ogni tribù è come una macchina da guerra, con ruoli ben definiti e un forte senso di unità, pur nel rigido rifiuto di legami emotivi che possano intaccare la funzionalità del gruppo.
Le tribù Ursidi sono piccole, composte solitamente da 20-50 membri. Questo permette loro di essere agili e di adattarsi rapidamente agli ambienti estremi. L’isolamento è visto come una forza, e le alleanze con altre tribù sono rare e temporanee.
Il capo tribù è sempre il più forte e astuto, con una leadership che può essere sfidata in qualsiasi momento attraverso un combattimento rituale. Non esiste spazio per la debolezza nella catena di comando.
Gli Ursidi celebrano la morte in battaglia come il massimo onore. Esistono riti dedicati a celebrare i caduti, il cui spirito viene considerato un esempio per le nuove generazioni.
Pur essendo estremamente abili nel creare armi e strumenti per la sopravvivenza, rifiutano ogni invenzione che possa portare a un’esistenza "facile". Usano materiali semplici come ossa, pelli e metallo grezzo, forgiati con tecniche tradizionali.
La spiritualità degli Ursidi è incentrata su un culto della forza fisica e della purezza naturale.
Gli Ursidi venerano la natura stessa come un'entità vivente che premia i forti e punisce i deboli. Non credono in divinità personali, ma in spiriti primordiali che incarnano la resistenza, la ferocia e il coraggio.
Ogni segno di debolezza, come una sconfitta o una ferita, deve essere espiato attraverso prove di forza o atti di sacrificio.
I giovani Ursidi devono superare prove estreme, come sopravvivere da soli in ambienti ostili o combattere contro un nemico superiore, per essere accettati come membri adulti della tribù.
Per gli Ursidi, la vita è l’unico terreno su cui dimostrare il proprio valore. Non credono in un paradiso o in una ricompensa ultraterrena: l’unica immortalità possibile è essere ricordati come un esempio di forza.
La filosofia degli Ursidi è essenzialmente darwiniana, centrata sull’idea che la sopravvivenza del più forte sia l’unico vero ordine naturale.
Gli Ursidi credono che la debolezza sia innaturale e che la natura premi solo coloro che sanno adattarsi e combattere.
La tribù è più importante dell’individuo. Chi non contribuisce o diventa un peso deve essere eliminato.
Gli Ursidi vedono la vita come una continua battaglia contro le avversità. Ogni giorno è una prova di resistenza, e ogni vittoria rafforza lo spirito della tribù.
Gli Ursidi incarnano l’essenza della forza e della brutalità, con un aspetto che li rende figure intimidatorie e imponenti, degne di rispetto e paura.
Gli Ursidi sono veri e propri colossi, alti oltre 3 metri e pesanti più di 400 kg, con una struttura corporea che combina potenza e resistenza. Le loro spalle sono larghe, i toraci profondi, e i muscoli sporgono sotto lo spesso manto di pelliccia, suggerendo una forza brutale.
La pelliccia, densa e spessa, li protegge dal freddo estremo delle tundre e delle montagne dove vivono. I colori variano dal nero corvino al marrone scuro, passando per il grigio ghiaccio e il bianco, a seconda del loro habitat. Alcuni individui mostrano segni distintivi come striature o macchie più chiare, che vengono spesso considerati simboli di buona fortuna o segni di lignaggio.
I loro volti somigliano a quelli di grandi orsi, con musi allungati, narici larghe e occhi piccoli ma penetranti, spesso di tonalità giallo ambrato o rosso cupo. La bocca è dotata di zanne affilate che sporgono leggermente anche a labbra chiuse, un chiaro avvertimento della loro natura predatoria.
Gli artigli sono lunghi e curvi, perfetti per la caccia e il combattimento, mentre le zanne sono abbastanza forti da stritolare ossa con facilità.
Il vestiario degli Ursidi è essenziale, progettato per protezione e praticità, ma al contempo riflette la loro cultura guerriera e le loro tradizioni tribali.
Gli Ursidi utilizzano principalmente pellicce, cuoio spesso e ossa, materiali resistenti che ricavano dalle prede cacciate o dai nemici sconfitti. Questi materiali non solo offrono protezione dal freddo, ma raccontano anche la storia del guerriero che li indossa.
Le armature sono rudimentali ma incredibilmente robuste. Spesso fatte di cuoio rinforzato con placche di osso o metallo grezzo, forniscono una protezione essenziale senza limitare i movimenti. I pezzi più comuni includono: Spallacci massicci ricavati da ossa di animali, pettorali di cuoio borchiato, bracciali e gambali decorati con simboli tribali o denti di nemici sconfitti.
Gli Ursidi decorano il loro abbigliamento con trofei di caccia come zanne, artigli e teschi, oltre a piume o frammenti di ossa scolpite. Ogni ornamento ha un significato simbolico: un teschio potrebbe rappresentare una preda particolarmente temibile, mentre un artiglio di nemico sconfitto simboleggia il coraggio.
I mantelli di pelliccia sono comuni e servono sia a proteggere dal freddo che a conferire un aspetto regale.
Alcuni guerrieri indossano mantelli fatti con la pelliccia di animali leggendari, come lupi o orsi enormi, per intimorire i nemici e onorare lo spirito della preda.
Le cinture, spesso in cuoio decorato, servono a portare pugnali, sacche per oggetti utili o talismani di osso. Le fasce per la testa, fatte di cuoio o metallo, vengono indossate dai leader o dai guerrieri di alto rango.
Ogni Urside personalizza il proprio aspetto per riflettere il proprio ruolo nella tribù e le imprese compiute, molti decorano la pelliccia con tinte naturali o cicatrici rituali che raccontano le loro vittorie o l’appartenenza a una specifica tribù. Questi segni possono assumere la forma di motivi geometrici o immagini stilizzate di animali.
Portano spesso amuleti fatti con denti o ossa, credendo che offrano protezione o li colleghino agli spiriti dei guerrieri e dei cacciatori passati.
I capi tribù o i guerrieri scelti per missioni speciali indossano maschere cerimoniali fatte di ossa o cuoio, spesso scolpite in forme animalesche o demoniache per incutere terrore nei nemici.
Gli Ursidi, essendo una razza longeva ed estremamente resistente, seguono un ciclo di vita piuttosto unico che riflette la loro forza e la loro natura brutale. Ecco una panoramica della loro crescita e invecchiamento.
Gli Ursidi raggiungono la maturità fisica e mentale intorno ai 15 anni.
A questa età, un Urside è considerato abbastanza forte per partecipare pienamente alla vita della tribù, inclusi caccia, combattimento e decisioni tribali.
Tuttavia, il vero riconoscimento come adulto arriva solo dopo un rito di passaggio, che può variare da tribù a tribù ma solitamente include il superamento di una prova fisica estrema o una caccia particolarmente pericolosa.
Gli Ursidi iniziano a mostrare segni di invecchiamento intorno ai 60-70 anni, un’età considerevole per una razza che vive in condizioni difficili e affronta costantemente pericoli.
Nonostante il declino fisico, gli anziani non vengono mai considerati deboli: quelli che raggiungono una vecchiaia avanzata sono visti come sopravvissuti straordinari, spesso tenuti in grande rispetto come saggi tribali o maestri d’armi.
Un Urside che muore di vecchiaia (generalmente intorno ai 90-100 anni) è considerato raro, e molti preferiscono morire in battaglia piuttosto che affrontare una fine tranquilla nel proprio letto.
Gli Ursidi disprezzano l’inattività e considerano la debolezza fisica una condizione da evitare a ogni costo.
Coloro che sentono di essere diventati troppo deboli spesso si avventurano in una caccia suicida o cercano una morte gloriosa affrontando un nemico formidabile, vedendo questo come un modo onorevole per lasciare il mondo.
L’altezza media degli Ursidi maschio è di 2,90m e 3,10m
L’altezza media delle Ursidi femmina è di 2,95m e 3,15m
Il peso medio degli Ursidi e di circa 400kg
Gli Ursidi sono carnivori opportunisti, ma la loro dieta riflette la loro filosofia di vita.
Gli Ursidi cacciano grandi prede come alci, cervi e altri animali resistenti, considerati degni. Disprezzano cibi “facili” come il pesce o piccoli animali, a meno che non siano in situazioni di estrema necessità.
Mangiare la carne dei nemici o delle prede più forti è considerato un modo per assorbirne la forza. Spesso, i banchetti celebrativi dopo una caccia includono riti che onorano lo spirito della preda.
Molti Ursidi preferiscono consumare carne cruda o poco cotta, vedendo la preparazione elaborata dei pasti come un segno di civiltà corrotta.