Oggi sto proprio bene, frase detta da… chiunque eccetto un Piagato
I Piagati necessitano di 8 ore di riposo continuato per poter ottenere i benefici di un Riposo completo.
I Piagati cominciano il Gioco parlando il Comune ed altre 2 lingue a scelta, imparate nel corso della loro lunga vita
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9m
+2 a 2 Caratteristiche a scelta, -2 Carisma
Il Piagato deve indossare una maschera che ne nasconda il volto e nascondere al meglio delle proprie possibilità il proprio corpo decadente.
Se privato della maschera il Piagato entra in uno stato di confusione, si rannicchia a terra cercando di coprire con le mani il proprio volto e smette di agire.
Ogni round ha diritto ad una prova su volontà per provare ad agire in quel round (Cd 15+2 ogni round passato senza maschera), ma le sue azioni dovranno comunque essere rivolte verso il recupero o la riparazione della propria maschera.
Le malattie ed il tempo hanno reso al corpo del Piagato impossibile da rigenerare, per questo non è in grado di rigenerare i propri pf con metodi naturali (tramite riposo).
Un piagato è immune agli effetti di morte, danni alle caratteristiche e livelli negativi, inoltre se raggiunge 0pf o va in negativo, cade a terra impossibilitato ad agire ma continua a vivere, se viene curato fino a tornare con Pf positivi può tornare ad agire.
Il Piagato ha bisogno di Mangiare, bere, dormire e respirare, ma se non lo fa non muore, cade a terra incapacitato ad agire finchè non tornerà a sopperire alle sue necessità.
Quando è a terra in negativo il Piagato non può agire in alcun modo né lanciare incantesimi, ma è cosciente di quanto avviene attorno a lui.
Nonostante l’immortalità il Piagato non è considerato un non morto, pertanto viene danneggiato dall’energia negative e curato dall’energia positiva e subisce normalmente i danni da critici furtivi e danni da precisione.
La misera vita del Piagato gli ha reso impossibile godere dei piaceri della vita e così, gli incantesimi o le abilità che offrono bonus morale non hanno effetto.
La lunga vita di un Piagato gli ha permesso di apprendere ogni cosa, per questo motivo è considerato competente in ogni abilità inoltre ottiene 1 punto abilità aggiuntivo ad ogni livello.
In un tempo remoto, quando le divinità interagivano ancora apertamente con i mortali, il villaggio che oggi si ricorda solo come il luogo d’origine dei Piagati si ergeva come un piccolo paradiso terrestre. I suoi abitanti erano umani laboriosi e pacifici, ma nella loro tranquillità e prosperità, commisero un crimine che attirò l’ira di Kedavra, la dea delle maledizioni. Il vero motivo di questa punizione, però, è stato avvolto dall’oblio: un crudele scherzo di Kedavra, che volle lasciare questi immortali nell’ignoranza eterna della loro colpa, impedendo loro di rimediare al torto e costringendoli a portare sulle spalle il peso di una punizione senza fine.
La leggenda narra che il villaggio potesse aver compiuto un gesto sacrilego: forse distrussero un santuario consacrato, altri ipotizzano che abbiano infranto una legge divina o che, in un eccesso di superbia, abbiano cercato di sfidare la morte stessa. Nessuno dei Piagati conosce la verità, perché il giorno della maledizione venne cancellato dalle loro memorie. Essi sanno solo che, a causa di un atto ignoto, la loro esistenza è diventata una agonia eterna.
Kedavra fu implacabile nella sua punizione. Li privò del diritto di morire, un dono che ogni mortale possiede per trovare la pace alla fine della propria esistenza. Sebbene i loro corpi continuino a invecchiare, decadere e ammalarsi, la loro anima è intrappolata in un guscio di carne e dolore, incapace di fuggire verso l'aldilà. Ogni ferita, ogni malattia e ogni sofferenza si sommano in un accumulo infinito di tormento fisico e mentale. A questo si aggiunge la privazione della memoria del loro crimine, condannandoli a cercare invano una soluzione a una punizione di cui non possono comprendere l’origine.
Con il passare dei secoli, i Piagati hanno sviluppato modi per preservare la loro sanità mentale. La loro condizione immortale non permette solo di sopravvivere agli eventi del mondo, ma anche di osservare il progressivo deterioramento del proprio corpo. Per sfuggire alla vista della propria rovina e al peso insopportabile della loro condizione, i Piagati si sono aggrappati all’uso delle maschere, che non sono solo oggetti fisici, ma anche simboli di una fragile stabilità. Ogni maschera è unica, spesso forgiata da loro stessi o ricevuta in dono, e rappresenta la loro ultima difesa contro la follia.
Gli abiti dei Piagati coprono ogni centimetro del loro corpo, sia per nascondere la loro carne marcescente che per evitare di attirare lo sguardo degli altri. La vergogna e il disgusto che provano verso la loro condizione li porta a evitare ogni forma di intimità o contatto visivo, e la maggior parte di loro preferisce viaggiare sola, fuggendo dai ricordi che altri Piagati potrebbero risvegliare.
Costretti a una vita nomade, i Piagati hanno vagato per secoli, disperdendosi in ogni angolo del mondo. Alcuni cercano disperatamente un modo per spezzare la maledizione, esplorando antiche rovine, consultando saggi o sfidando divinità in cerca di risposte. Altri, sopraffatti dalla disperazione, si limitano a vagare senza meta, vivendo in uno stato di apatia o rassegnazione.
Nonostante la loro lunga esistenza, i Piagati non sono necessariamente saggi o benevoli. Alcuni sono diventati cinici, alimentati dall'odio verso le divinità o i mortali che vivono una vita "normale". Altri si sono adattati, utilizzando le loro esperienze e conoscenze per aiutare chi li circonda, sperando che compiere buone azioni possa placare l’ira divina e guadagnare una redenzione che non arriverà mai.
Per molti, il tempo stesso è una tortura. La loro immortalità li ha costretti a vivere guerre, carestie e catastrofi naturali, senza la possibilità di sfuggire al dolore che questi eventi hanno inflitto al loro corpo e alla loro mente. Eppure, questa stessa longevità ha permesso ai Piagati di acquisire una conoscenza vasta e unica, che utilizzano come moneta di scambio o come strumento per la sopravvivenza.
I Piagati tendono a evitare il contatto con gli altri, poiché la loro condizione li rende oggetto di paura, disgusto o sospetto. La loro longevità e il loro aspetto li hanno portati a essere considerati portatori di maledizioni, o addirittura spie e agenti di forze oscure. Tuttavia, alcuni riescono a integrarsi temporaneamente nelle comunità, utilizzando la loro conoscenza per guadagnarsi fiducia e risorse.
Nonostante la loro tendenza alla solitudine, i Piagati non sono completamente incapaci di creare legami. Alcuni stringono amicizie con esseri mortali o altre creature immortali, sebbene sappiano che la loro eternità li condannerà a perdere chiunque incontrino. Questo porta i Piagati a sviluppare una freddezza emotiva, non per cattiveria, ma per proteggere sé stessi dal dolore della perdita.
Il loro lungo pellegrinaggio attraverso il mondo non è privo di speranza, per quanto fragile. Alcuni Piagati credono che esistano metodi per porre fine alla maledizione, sebbene fino ad ora non ci siano stati progressi, la direzione che i Piagati hanno intrapreso con i loro tentativi sono:
Ritrovare la memoria del crimine commesso, attraverso artefatti, riti o l’intervento di divinità benevole, le quali però per evitare di incorrere in problemi con Kedavra si sono rifiutati di fornire il proprio aiuto.
Riconciliarsi con Kedavra, anche se è un’impresa quasi impossibile, poiché la dea delle maledizioni è nota per la sua crudeltà e capricciosità, oltre ad essere estremamente sfuggente e difficile da rintracciare.
Accumulare abbastanza conoscenza o compiere atti straordinari per spezzare il ciclo della maledizione, dimostrando la propria redenzione attraverso il sacrificio o l’altruismo.
Alcuni Piagati che non hanno trovato l’aiuto sperato nel bene, hanno invece diretto le loro speranze al servizio di creature malvage che hanno mostrato di poter tenere testa agli Dei, i Demoni, con i quali diversi Piagati hanno stretto un’alleanza.
Queste possibilità, però, rimangono solo leggende o speranze lontane, e ogni Piagato è lasciato a interpretare il proprio destino, sospeso tra rassegnazione e determinazione.
La condizione dei Piagati pone una domanda fondamentale: è meglio continuare a lottare per trovare uno scopo o lasciarsi consumare dal passare del tempo? Alcuni Piagati scelgono di non cercare più risposte, accettando il loro stato come una punizione inevitabile, mentre altri continuano a combattere, nonostante la disperazione.
I corpi dei Piagati, indipendentemente dall'età a cui furono colpiti dalla maledizione, sono ridotti a scheletri avvolti in pelle consumata o parzialmente decomposta. Nei casi peggiori, alcune parti del corpo appaiono scheletriche, con la carne completamente svanita. Tuttavia, anche queste sezioni, benché senza carne, si muovono come se ancora avessero muscoli.
La maledizione ha cristallizzato la loro crescita fisica, lasciandoli nell'età biologica in cui furono colpiti. Questo porta a una grande varietà tra i Piagati: alcuni hanno la statura e la costituzione di un adulto, mentre altri conservano i tratti e le proporzioni di un bambino, pur essendo centinaia di anni più vecchi.
Rughe profonde, vene nere visibili sotto la pelle e occhi incavati sono comuni. Alcuni Piagati presentano arti contorti o ferite aperte che non si rimarginano mai. Le loro unghie, cresciute a dismisura, spesso si rompono o si arricciano in modo innaturale.
La maggior parte dei Piagati ha volti talmente sfigurati da risultare irriconoscibili come umani. La pelle potrebbe essere lacerata o pendere in lembi, mostrando ossa sottostanti. Questo aspetto è una delle principali ragioni per cui nessun Piagato lascia mai scoperto il volto.
Ogni Piagato si avvolge in tessuti pesanti o strati multipli di vestiti. Guanti, stivali e copricapi sono la norma, rendendo impossibile vedere la loro pelle. Molti utilizzano strisce di stoffa o fasce per avvolgere mani, braccia o altre parti del corpo che rischiano di deteriorarsi ulteriormente o di esporre segni evidenti di decomposizione.
Poiché vivono spesso ai margini della società, utilizzano materiali facilmente reperibili: vestiti rubati, stracci cuciti insieme, o pezzi di pelle animale. Questi indumenti mostrano segni di usura estrema, spesso cuciti o rattoppati più e più volte per resistere al tempo.
I Piagati preferiscono colori scuri o spenti: nero, grigio, marrone o verde scuro. Questi colori non solo li aiutano a passare inosservati, ma riflettono anche la loro condizione di esistenza malinconica e priva di speranza.
Molti di loro indossano mantelli con cappucci profondi che nascondono completamente il loro volto e il collo.
Questo li aiuta a evitare lo sguardo diretto degli altri e li protegge dalla luce, che potrebbe evidenziare i dettagli del loro corpo decadente.
Il legame dei Piagati con le maschere è profondo, radicato nella loro vecchia cultura tribale ormai perduta. Le maschere rappresentano l'ultimo baluardo della loro umanità, un simbolo che li distingue dagli altri e dà loro un'identità nonostante la maledizione.
Le Maschere vengono realizzate utilizzando materiali facilmente reperibili, come ferro, legno, o, più raramente, ceramica. Quelle in ferro sono spesso grezze e pesanti, mentre quelle di legno possono essere decorate o intagliate con motivi personali. Le maschere di ceramica, più rare e delicate, tendono a essere creazioni straordinariamente belle, sebbene fragili.
Ogni Piagato modella la propria maschera in base alla propria abilità e ai materiali disponibili, creando una varietà infinita di stili. Alcune sono semplici e funzionali, mentre altre sono decorate con motivi tribali, simboli geometrici, o intagli che ricordano animali o spiriti. Nonostante le differenze, tutte condividono un aspetto inquietante, evocando spesso una sensazione di morte o dolore.
Per i Piagati, la maschera non è solo un oggetto, ma il loro nuovo volto. Attraverso di essa, possono interagire con gli altri senza il timore di essere giudicati per il loro aspetto. Se una maschera viene distrutta, un Piagato farà di tutto per crearne una nuova, trattandola come parte essenziale della propria identità.
Nel loro insieme, i Piagati evocano un'immagine cupa e spettrale. La combinazione di vestiti logori, bendaggi, e maschere inquietanti li fa sembrare presenze spettrali o monaci di un culto dimenticato. Nonostante ciò, il loro aspetto non è casuale, ma il risultato di una vita di sofferenza, dove ogni pezzo di stoffa, ogni cucitura, e ogni intaglio della maschera racconta una storia di lotta contro il tempo e la disperazione.
I Piagati sono immortali fintanto che la maledizione di Kedavra è attiva
L’altezza media dei Piagati maschi varia fra 1,49m a 1,90m
L’altezza media degli Piagati femmina varia fra 1,39m a 1,85m
Il Peso medio dei Piagati varia fra i 60kg e 110kg
Nonostante la loro condizione di immortalità forzata, i Piagati devono continuare a nutrire i loro corpi per mantenerli funzionanti. Sebbene il cibo non possa alleviare il dolore cronico e la corruzione che li tormentano, esso è essenziale per evitare uno stato di paralisi funzionale in cui il corpo, privato dell'energia necessaria, collassa e diventa incapace di muoversi.
I Piagati non hanno preferenze specifiche legate alla loro condizione; come un normale essere umano, possono consumare sia alimenti di origine animale che vegetale. Tuttavia, l'accesso al cibo è spesso complicato dal loro stile di vita ai margini della società.
Alcuni Piagati cercano ossessivamente di replicare cibi o bevande che sentono vagamente familiari, credendo che possano aiutarli a ricordare chi erano prima della maledizione. Questi piatti sono spesso maldestri e incompleti, ma rappresentano un frammento della loro umanità perduta.
Alcuni Piagati, incapaci di accettare la loro condizione, scelgono di nutrirsi esclusivamente di alimenti non umani, come carcasse animali o piante velenose, in un atto di rifiuto simbolico verso la vita normale.
In rari casi, un Piagato può scegliere di digiunare come tentativo di trovare pace o riconciliazione con la maledizione, ma ciò porta inevitabilmente a uno stato di completa immobilità.