I Coboldi di Profondità hanno bisogno di 8 ore di riposo continuato per poter ottenere i benefici di un riposo completo
I Coboldi iniziano il gioco parlando il Coboldo, i più istruiti e con un alto punteggio d’intelligenza conoscono anche il Comune ed il Draconico
piccola
9m
+4 Destrezza, -2 forza, -2 costituzione
Queste creature sono abbagliate in condizioni di Luce intensa
+1 armatura naturale
bonus Razziale +2 alle prove di Artigianato (costruire trappole), Percezione e Professione (minatore).
Artigianato (costruire trappole) e Furtività sono sempre abilità di classe per un coboldo.
Ottengono inoltre un ulteriore +2 alle prove per identificare e disinnescare trappole meccaniche
Due Coboldi possono occupare ed agire nella stessa casella, inoltre, quando sono affiancati da altri Coboldi ottengono +1 alla, Ca (Schivare), e Txc (Morale), fino ad un massimo di +5.
I Coboldi possono acquisire questo talento che gli permette di far spuntare delle ali che, pur essendo troppo deboli per permettere di volare, consentono loro di cadere a una velocità molto lenta e in sicurezza. Un coboldo dotato di ali può utilizzarle per planare. Può effettuare una prova di Volare con CD 15 per cadere in sicurezza da qualsiasi altezza senza subire danni da caduta, ogni round cade di 18m.
Mentre cade in sicurezza, può effettuare un'ulteriore prova di Volare con CD 15 per planare, muovendosi lateralmente di 1,5 metri per ogni 6 metri di caduta.
Dopo il crollo dell’Impero dei Draghi, molti Coboldi, privati di una guida e della presenza dei loro venerati padroni, si ritirarono nelle profondità della terra, abbandonando ogni contatto con il mondo di superficie. Lontani dalla civiltà e isolati, si chiusero in comunità tribali primitive, alimentando un odio crescente verso tutte le altre razze che consideravano responsabili della caduta dei Draghi. Senza più un padrone a cui obbedire, i Coboldi di Profondità trovarono rifugio nel buio delle grotte, dove il tempo e le avversità plasmarono la loro esistenza in modi drammatici e brutali.
La loro vita sotterranea li ha trasformati in creature diffidenti, xenofobe e astute. Ogni contatto con l’esterno è percepito come una minaccia, e qualsiasi estraneo che osi avvicinarsi ai loro domini viene catturato o eliminato senza esitazione. La diffidenza si accompagna a un sadismo che sembra quasi innato: i Coboldi di Profondità non si limitano a difendersi o a combattere, ma si compiacciono nel tormentare i loro prigionieri, sfogando su di loro il rancore accumulato nei secoli. La loro natura crudele è il riflesso di una vita vissuta nel buio, in lotta costante contro le difficoltà del sottosuolo e contro il ricordo di una gloria perduta.
Questi Coboldi, nonostante l’apparente disorganizzazione, mantengono una struttura sociale rigidamente definita. Il loro potere è suddiviso tra due figure centrali: lo Sciamano e il Gran Guerriero. Lo Sciamano è il leader spirituale e politico della tribù, una figura che unisce saggezza, astuzia e un profondo legame con le forze magiche. È lo Sciamano che stabilisce le leggi della tribù, assegna i ruoli e guida i riti religiosi, spesso sostenendo di ricevere visioni o ordini dagli antichi Draghi o da entità oscure che abitano il sottosuolo. Accanto a lui, il Gran Guerriero rappresenta la forza fisica della comunità, guidando le operazioni militari e organizzando le difese della tana. Tra le due figure c’è un equilibrio precario, spesso segnato da tensioni, poiché entrambe ambiscono a un controllo completo sulla tribù.
La società cobolda è intrisa di tradizioni arcaiche e rituali che riflettono il loro passato draconico. Ogni tribù conserva reliquie sacre, frammenti di ossa o scaglie draconiche, che vengono venerate con cerimonie elaborate. Sebbene molti dei Draghi siano ormai scomparsi, i Coboldi di Profondità continuano a considerarli divinità, simboli di perfezione e forza. Quando un Drago è assente, molte tribù si rivolgono a entità oscure che abitano le profondità, stringendo patti scellerati con demoni o spiriti malvagi. Queste alleanze, spesso negoziate dagli Sciamani, garantiscono protezione e potere magico, ma al costo di sacrifici e tributi che la tribù paga con terrore reverenziale.
Il legame con i Draghi è evidente anche nelle storie e nei miti che i Coboldi tramandano oralmente. La loro cultura non ha sviluppato una scrittura formale, ma è ricca di racconti epici che glorificano la loro fedeltà ai Draghi e demonizzano le altre razze. Attraverso queste narrazioni, i giovani Coboldi imparano a odiare il mondo di superficie e a considerare la loro sopravvivenza come una battaglia contro nemici implacabili.
La vita quotidiana dei Coboldi di Profondità è segnata dalla lotta per la sopravvivenza. Sebbene deboli fisicamente, compensano con una straordinaria intelligenza tattica e una naturale inclinazione per l’artigianato. Le loro tane, scavate nelle profondità della terra, sono veri e propri labirinti di tunnel e camere nascoste, progettati per confondere gli intrusi e proteggere la tribù. I Coboldi costruiscono trappole elaborate, utilizzando ogni risorsa disponibile, e si affidano a imboscate per affrontare i nemici. Non amano i confronti diretti: preferiscono catturare piuttosto che uccidere, sia per soddisfare il loro sadismo sia per sfruttare le vittime come risorse.
Le tane dei Coboldi sono luoghi angusti e opprimenti, ma ogni dettaglio è funzionale alla sopravvivenza. Le camere principali ospitano le riserve di cibo e i simboli sacri della tribù, mentre le sale rituali, decorate con incisioni primitive e reliquie, fungono da cuore spirituale della comunità. I tunnel secondari, stretti e tortuosi, sono disseminati di trappole e servono sia come difese sia come vie di fuga. La tana è un luogo di lavoro incessante, dove ogni Coboldo ha un compito specifico, che sia scavare, costruire trappole o difendere la comunità.
Nonostante il loro isolamento e il loro odio per il mondo esterno, i Coboldi di Profondità sono incredibilmente prolifici. La loro rapida capacità di riprodursi permette a piccoli gruppi di crescere rapidamente, compensando le frequenti perdite causate dai pericoli del sottosuolo. Tuttavia, questo stesso tratto li rende una minaccia per le altre razze, che spesso li considerano più simili a un’infestazione che a una specie senziente.
In fondo, i Coboldi di Profondità sono creature spezzate, intrappolate in un’esistenza di odio e sofferenza. La loro astuzia e il loro ingegno li rendono avversari formidabili, ma la loro vita è una lotta incessante per la sopravvivenza in un mondo che sembra averli dimenticati. Eppure, nonostante tutto, il loro legame con i Draghi e il loro feroce senso di appartenenza alla tribù danno loro una forza che sfida le avversità, trasformandoli in una presenza temibile nelle profondità della terra.
I Coboldi, piccoli rettili umanoidi bipedi, rappresentano un perfetto equilibrio tra l’agilità e la resistenza, adattati a una vita vissuta nei meandri del sottosuolo. Con un’altezza media di 90 centimetri e un peso di circa 18 kg, la loro fisicità sembra spesso ingannevole, poiché tendono a muoversi chinati o a quattro zampe per strisciare attraverso i loro intricati e angusti tunnel. Questo li fa apparire ancora più piccoli e minuti agli occhi di osservatori esterni, contribuendo alla loro immagine di creature furtive e sfuggenti.
La pelle coriacea dei Coboldi è ricoperta da uno strato di scaglie sottili ma dure, le quali offrono una certa protezione naturale contro graffi e ferite. I colori delle scaglie variano considerevolmente tra gli individui, andando dal rosso ardente tipico dei Coboldi legati ai Draghi di fuoco, al blu intenso, verde smeraldo, o persino tonalità più rare come il giallo oro e l’arancione brillante. Questi ultimi colori, meno comuni, spesso influenzano il loro status all’interno della tribù, con alcuni Coboldi venerati come benedetti da un antico retaggio draconico, mentre altri potrebbero essere ostracizzati come portatori di stranezze.
Le teste dei Coboldi sono allungate, simili a quelle di lucertole o piccoli draghi, con musi affilati e denti aguzzi allineati in mascelle sorprendentemente potenti per la loro taglia. Le corna che spuntano dalla sommità della testa variano per forma e dimensione, conferendo a ciascun individuo un aspetto unico. Alcuni Coboldi mostrano corna curve che richiamano quelle di un caprone, mentre altri presentano piccole protuberanze simili a spuntoni, meno decorative ma altrettanto distintive. Sulla coda, robusta e flessibile, sono spesso visibili spine e scaglie più grosse, utilizzate inconsciamente per comunicare emozioni come rabbia, paura o eccitazione.
Gli occhi dei Coboldi sono piccoli, infossati e generalmente di colori opachi come il giallo, l’arancione o il marrone, adattati a captare anche la minima traccia di luce nelle tenebre del sottosuolo. Nonostante il loro sguardo appaia spesso spento o privo di emozione, questi occhi nascondono un’intelligenza sottile e una costante vigilanza. Le palpebre sottili, quasi trasparenti, si chiudono rapidamente, proteggendo i loro occhi dalla polvere e dai detriti tipici dei loro habitat.
Alcuni Coboldi con un retaggio draconico particolarmente forte possono presentare tratti ancora più impressionanti: piccole ali membranose simili a quelle dei Draghi, le quali, sebbene insufficienti per un volo vero e proprio, permettono loro di compiere brevi planate o salti controllati. Questi individui sono estremamente rari e, quando presenti, sono oggetto di ammirazione o invidia all’interno delle loro tribù.
L’abbigliamento dei Coboldi riflette il loro stile di vita sotterraneo, pratico e privo di frivolezze, ma non per questo privo di significato simbolico. La maggior parte delle loro vesti è realizzata con materiali facilmente reperibili nel sottosuolo, come pelli di animali catturati, tessuti grezzi filati a mano o stoffe ricavate da saccheggi occasionali di carovane o villaggi di superficie. Le tuniche sono generalmente semplici, prive di maniche per non ostacolare i movimenti agili delle loro braccia e coperte da strati di pelliccia o tessuti resistenti per proteggerli dal freddo e dall’umidità delle caverne.
Le armature dei Coboldi, quando presenti, sono quasi sempre improvvisate e assemblate con un tocco ingegnoso. Frammenti di metallo arrugginito, scarti di corazze più grandi e ossa rinforzate vengono combinati per creare protezioni leggere ma funzionali. Nonostante il loro aspetto grezzo, queste armature sono sorprendentemente efficaci e dimostrano il talento innato dei Coboldi per il riutilizzo creativo dei materiali. Alcuni guerrieri più esperti ornano le loro armature con simboli che evocano la loro fedeltà ai Draghi, scolpiti direttamente nel metallo o dipinti con pigmenti naturali.
Gli Sciamani, i leader spirituali delle tribù, indossano abiti molto più elaborati, decorati con piume, ossa e gioielli grezzi estratti dalle miniere. Spesso si avvolgono in mantelli di pelle di serpente o in tessuti dipinti con motivi simbolici che richiamano l’immagine di un Drago. Le loro corna vengono decorate con fili di rame, anelli metallici o persino piccole pietre preziose, segno della loro autorità e del loro legame con le antiche divinità draconiche.
Le maschere rituali sono un altro elemento distintivo del vestiario coboldo, utilizzate durante cerimonie religiose o in battaglia per intimidire i nemici. Queste maschere, realizzate in legno, osso o metallo, spesso rappresentano teste di Draghi stilizzate o figure mostruose, e sono dipinte con colori vivaci che risaltano anche nel buio.
Infine, i Coboldi attribuiscono un grande valore ai gioielli e agli ornamenti, soprattutto se realizzati con materiali brillanti o preziosi. Nonostante le loro risorse limitate, adorano ornare i loro corpi con collane di denti, bracciali metallici e anelli fatti a mano. La coda, in particolare, è spesso adornata con piccoli anelli o fasce, che i Coboldi agitano con orgoglio durante le loro celebrazioni o per intimidire i rivali.
I Coboldi del Sottosuolo raggiungono la maturità a 12 anni mentre la vecchiaia attorno ai 30
L’altezza media dei Coboldi di Profondità maschi varia fra i 70cm ed i 90cm
L’altezza media dei Coboldi di Profondità femmina varia fra i 65cm e gli 85cm
Il Peso medio dei Coboldi di Profondità varia fra i 15kg ed i 20kg
I Coboldi, creature resistenti e adattabili, hanno sviluppato un’alimentazione onnivora che riflette la natura ostile e povera di risorse dei loro habitat sotterranei. La loro dieta è composta principalmente da ciò che il sottosuolo offre: insetti, funghi, muschio e occasionalmente piccoli animali che riescono a catturare nelle profondità. La loro capacità di trarre sostentamento da fonti alimentari così modeste dimostra non solo la loro resistenza, ma anche un’ingegnosità nel trovare cibo in luoghi dove altre razze non sopravviverebbero.
Gli insetti costituiscono una delle principali fonti proteiche per i Coboldi. Formiche giganti, scarafaggi, larve e persino centopiedi velenosi rientrano nella loro dieta quotidiana. I Coboldi sono particolarmente esperti nell’addomesticare o allevare alcune specie di insetti, trasformando intere caverne in “fattorie” dove coltivano queste creature. Alcuni gruppi, per esempio, allevano grandi colonie di scarafaggi per il loro valore nutritivo, mentre altri si specializzano nella raccolta di uova di ragno o nel raccogliere larve grasse che possono essere arrostite e consumate.
Il sottosuolo è ricco di una varietà di funghi e muschi che i Coboldi utilizzano come base della loro alimentazione. Tra i funghi più apprezzati vi sono quelli bioluminescenti, che vengono coltivati non solo come cibo, ma anche per illuminare le loro tane. Alcuni funghi velenosi vengono trattati e resi commestibili tramite metodi tradizionali tramandati oralmente, mostrando la profonda conoscenza dei Coboldi sulle risorse naturali del sottosuolo. Il muschio, pur essendo meno nutriente, viene spesso impiegato come complemento alimentare o come base per zuppe che combinano varie risorse disponibili.
Nonostante la loro statura e forza limitate, i Coboldi riescono a catturare piccoli animali che vivono nel sottosuolo. Topi, pipistrelli, lucertole cavernicole e persino serpenti rappresentano prede comuni. Spesso usano trappole ingegnose per catturare queste creature senza correre troppi rischi. Questi animali vengono consumati interi, dopo essere stati cotti su fuochi improvvisati o preparati in stufati semplici. Nelle tribù più avanzate, alcune parti di questi animali vengono conservate per periodi di scarsità alimentare, essiccate o affumicate per durare più a lungo.
Quando i Coboldi entrano in contatto con la superficie o con altre comunità sotterranee, non disdegnano il saccheggio come metodo per integrare la loro dieta. Cereali, carni lavorate, frutta e qualsiasi altra provvista rubata vengono rapidamente integrate nei loro pasti. Questi alimenti “esotici” sono spesso considerati prelibatezze e vengono riservati per i capi tribù o per occasioni speciali.
In periodi di estrema scarsità, i Coboldi non esitano a praticare il cannibalismo, un comportamento che, pur essendo culturalmente accettato in queste circostanze, rappresenta una triste necessità. I membri più deboli o i Coboldi deceduti vengono considerati una risorsa da non sprecare, trasformando il loro corpo in un pasto per il resto della tribù. Sebbene questo comportamento sia raro in tempi di abbondanza, è profondamente radicato nella loro mentalità di sopravvivenza estrema.
Il consumo di certi alimenti, specialmente quelli difficili da reperire o provenienti dalla superficie, è spesso associato al prestigio. I Coboldi che riescono a catturare prede particolarmente grandi o a recuperare provviste preziose vengono spesso celebrati come eroi, e i pasti festivi rappresentano un momento di celebrazione collettiva, una pausa nella vita altrimenti brutale del sottosuolo.